Oggi mi sono ucciso già diverse volte, disse Lee osservando l'uomo che aveva d'innanzi.
Di certo, ha una concezione del tutto particolare di suicidio. Mi capita spesso di parlare con persone come lei, siete quasi, oserei dire, una costante che rassicura, nel mio lavoro- rispose il commesso.
Se adesso io le puntassi una pistola contro, e, tenendola ben salda in pugno, le sparassi dritto al cuore, lei direbbe forse trattarsi di un caso di suicidio?
No, di certo, ma non ritengo...
Interrompendolo bruscamente, Lee controbatté alzando progressivamente la voce, mentre si allontanava: Vede, sono certo che entrambi stiamo affermando la medesima verità, solo utilizzando una diversa terminologia. Arrivederci.
Lasciato trascorrere qualche secondo, l'uomo si sporse con cautela dalla porta del negozio, osservando con aria perplessa la figura, con cui aveva per così breve tempo cercato di discutere, allontanarsi con passo deciso lungo la strada in discesa che portava al fiume.
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Per uccidere una persona è necessario essere fermi e decisi, sparare dritto al petto, da una distanza possibilmente inferiore ai tre metri.
Tre sono i metri che separano la porta d'ingresso del mio negozio dal terrazzo della mia vicina, rispose il commesso, chiamato improvvisamente in causa da Lee, il quale subito riprese: Ecco, equivalgono ad un salto all'indietro, in cui bisogna abbandonarsi sulla schiena. Sia ben chiaro, comunque, che anche in questa occasione io le sto parlando di suicidio. Farsi sparare in pieno petto da una distanza inferiore a quella che generalmente separa il primo piano dal suolo. Un suicidio appunto ben pensato, che, ovviamente, non deve per forza coincidere con la Morte. Ma voglio adesso tornare a parlarle di salti. Tuffarsi dall'altezza di dieci metri per poter provare qualcosa a se stessi. Quello del suicidio potrebbe anche rivelarsi come un aspetto secondario.
Quattro sigarette fumate nell'arco di dieci minuti...al massimo io posso arrivare a tanto, disse il negoziante guardando quasi divertito in direzione di Lee.
La prossima volta tornerò per insegnarle come poter suicidare una persona. La soggettività dei termini transitivo e intransitivo- concluse quindi Lee.
Ma, per ora, immagino lei non abbia più nulla da dirmi- fu la risposta che ottenne.
Senza più avere l'impulso di seguirlo, il negoziante si assicurò esclusivamente che Lee non uscisse borbottando qualcosa tra sé. Avrebbe rischiato altrimenti di essere nuovamente rimproverato per la propria disattenzione.
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Nelle grocery, dietro al bancone, generalmente sfruttando una mensola abbastanza lunga da poter fungere da ripiano d'appoggio, si trovano sempre una macchina alimentata ad energia elettrica per il caffè, una pila di bicchieri di plastica ornati con disegni richiamanti antichi profili greci, linee blu su di uno sfondo bianco; un pacco di bicchieri chiuso, del latte a lunga conservazione in una tanichetta da un gallone, e dei tappi bianchi che rivestono la fondamentale funzione di mantenere il calore della bevanda, come anche di impedire che il cliente possa scottarsi la mano nel portar via con sé uno dei tanti caffè che scandiscono le giornate degli abitanti della Grande Città.
In alcune grocery, le più fornite, anche del cacao in polvere, e un bollitore per aver in pochi secondi pronta dell'acqua calda, nel caso l'avventore ordinasse del the. Richiesta, quest'ultima, più rara rispetto al caffè, ma poi non così sporadica.
Da “Lee – ovvero - Del suicidio della società civile” di Frederico f. Zanatta
Di certo, ha una concezione del tutto particolare di suicidio. Mi capita spesso di parlare con persone come lei, siete quasi, oserei dire, una costante che rassicura, nel mio lavoro- rispose il commesso.
Se adesso io le puntassi una pistola contro, e, tenendola ben salda in pugno, le sparassi dritto al cuore, lei direbbe forse trattarsi di un caso di suicidio?
No, di certo, ma non ritengo...
Interrompendolo bruscamente, Lee controbatté alzando progressivamente la voce, mentre si allontanava: Vede, sono certo che entrambi stiamo affermando la medesima verità, solo utilizzando una diversa terminologia. Arrivederci.
Lasciato trascorrere qualche secondo, l'uomo si sporse con cautela dalla porta del negozio, osservando con aria perplessa la figura, con cui aveva per così breve tempo cercato di discutere, allontanarsi con passo deciso lungo la strada in discesa che portava al fiume.
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Per uccidere una persona è necessario essere fermi e decisi, sparare dritto al petto, da una distanza possibilmente inferiore ai tre metri.
Tre sono i metri che separano la porta d'ingresso del mio negozio dal terrazzo della mia vicina, rispose il commesso, chiamato improvvisamente in causa da Lee, il quale subito riprese: Ecco, equivalgono ad un salto all'indietro, in cui bisogna abbandonarsi sulla schiena. Sia ben chiaro, comunque, che anche in questa occasione io le sto parlando di suicidio. Farsi sparare in pieno petto da una distanza inferiore a quella che generalmente separa il primo piano dal suolo. Un suicidio appunto ben pensato, che, ovviamente, non deve per forza coincidere con la Morte. Ma voglio adesso tornare a parlarle di salti. Tuffarsi dall'altezza di dieci metri per poter provare qualcosa a se stessi. Quello del suicidio potrebbe anche rivelarsi come un aspetto secondario.
Quattro sigarette fumate nell'arco di dieci minuti...al massimo io posso arrivare a tanto, disse il negoziante guardando quasi divertito in direzione di Lee.
La prossima volta tornerò per insegnarle come poter suicidare una persona. La soggettività dei termini transitivo e intransitivo- concluse quindi Lee.
Ma, per ora, immagino lei non abbia più nulla da dirmi- fu la risposta che ottenne.
Senza più avere l'impulso di seguirlo, il negoziante si assicurò esclusivamente che Lee non uscisse borbottando qualcosa tra sé. Avrebbe rischiato altrimenti di essere nuovamente rimproverato per la propria disattenzione.
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Nelle grocery, dietro al bancone, generalmente sfruttando una mensola abbastanza lunga da poter fungere da ripiano d'appoggio, si trovano sempre una macchina alimentata ad energia elettrica per il caffè, una pila di bicchieri di plastica ornati con disegni richiamanti antichi profili greci, linee blu su di uno sfondo bianco; un pacco di bicchieri chiuso, del latte a lunga conservazione in una tanichetta da un gallone, e dei tappi bianchi che rivestono la fondamentale funzione di mantenere il calore della bevanda, come anche di impedire che il cliente possa scottarsi la mano nel portar via con sé uno dei tanti caffè che scandiscono le giornate degli abitanti della Grande Città.
In alcune grocery, le più fornite, anche del cacao in polvere, e un bollitore per aver in pochi secondi pronta dell'acqua calda, nel caso l'avventore ordinasse del the. Richiesta, quest'ultima, più rara rispetto al caffè, ma poi non così sporadica.
Da “Lee – ovvero - Del suicidio della società civile” di Frederico f. Zanatta
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